Storia - Hockey Femminile Lorenzoni

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UN PO' DI STORIA....

Un lontano giorno del 1960 l'imprenditore braidese Augusto Lorenzoni, presenziando alle Olimpiadi di Roma in qualità di commissario di campo di atletica leggera,  si trova ad assistere insieme al campione di salto in lungo e compaesano Attilio Bravi (ora Presidente del C.O.N.I. Provinciale) ad una partita di hockey su prato e ne resta affascinato.
Affascinato a tal punto che, tornato a Bra, prende vari contatti e contribuisce attivamente alla nascita della prima formazione hockeistica maschile. Alcuni anni dopo un gruppo di ragazze decide di seguire l'esempio degli amici, comincia ad appassionarsi  a questo nuovo sport e costituisce in breve tempo una squadra vera e propria. Nella stagione 1966/1967 viene fondata la società H.F. Lorenzoni che partecipa al primo campionato femminile nel 1969. Dal 1970 al 1983 essa viene sponsorizzata dallo stesso  Augusto Lorenzoni, che ne diventa presidente e seguirà la formazione fino alla sua morte, apportandovi la propria esperienza e una grande carica di incoraggiamento ed umana simpatia. Gli succedono, in ordine di tempo, lo scrittore Giovanni Arpino,  Luigi Purcaro, Evaldo Porro, Inder Singh e l'attuale presidente Gianna Fissore.
A partire dal 1973 la storia di questa squadra è costellata da continui successi, uno più prestigioso dell'altro: dal 1973 al 1992 vince 9 titoli italiani su prato e altrettanti su indoor, 3 Coppe Italia e 3 titoli regionali piemontesi. Dal 1975  in avanti, partecipa alle varie edizioni della Coppa dei Campioni in diverse città europee, per poi cimentarsi nel 1991 nella prima Coppa delle Coppe ad Amiens. Ottime le prestazioni di Under 16 e 18: la prima si laurea Campione regionale per otto  volte; la seconda è Campione d'Italia nell'86 e per tre anni vice campione.
Nel 1990 questa formidabile squadra riceve la Stella di Bronzo al merito sportivo per gli eccellenti risultati.
Gli anni più recenti continuano a mettere in evidenza una carriera in ascesa per le hockeiste braidesi: infatti esse conquistano nel 1993 e nel 1994 ancora la Coppa Italia, partecipando poi ad altre due edizioni della Coppa delle Coppe a Edimburgo  (Scozia) e a Groningen (Olanda); nel gennaio '94 e nel successivo '95 si aggiudicano la stella del decimo scudetto, rispettivamente su indoor e su prato. Nel '96 la Lorenzoni organizza a Bra la XXIII Coppa dei Campioni poule B  e la vince imponendosi  sulle avversarie. Riconfermata campionessa d'Italia nel '97 ha disputato la Poule A della Coppa dei Campioni a Lontra. Nel 2000 vince il dodicesimo titolo e disputa la successiva Coppa Campioni a Praga nel 2001. Nel 2002 e nel 2003 prende parte alla Coppa  delle Coppe ad Ourense (Sp) e a Vienna.
Stiamo dunque parlando di una società che non smette mai di puntare in alto e rimanere sempre ai vertici in campo nazionale ed internazionale; di una società che si preoccupa anche di allenare e "sfornare" nuove leve di talento. A questo proposito  è bene ricordare gli 8 titoli italiani conquistati dal '86 al 2006 dall'Under 18 e la partecipazione nel '95 alle Olimpiadi delle Città Gemelle a Boblingen, insieme alla città di Alba, in cui le nostre hanno ottenuto la medaglia d'oro, Campionato  nazionale ragazze 1998. A questi c'è da aggiungere i 5 titoli indoor.
Il vivaio di questa squadra si è sempre dimostrato di buon livello e uno dei migliori d'Italia. Dalle formazioni giovanili sono uscite e continueranno ad uscire le campionesse del futuro: giovani di oggi come Simona Berrino, Jasbeer Singh, Valentina  Quaranta cercano di emulare e seguire la stessa strada delle colleghe che le hanno precedute, quali le prime e -per così dire- "storiche hockeiste, Bianca Prando, Giuliana Berrino, Agnese Bonardi, Gianna Fissore, seguite da Sara Brizio Elena Mazzoleni,  Pina Scardamaglia, Patrizia Maresca, Daniela Grosso, e in attività Monica Celli, Elena Carletti…… Molte delle giovani leve militano anche in nazionale, e questo non può che aumentare il prestigio della società.
Oltre a ciò, la Lorenzoni ha sempre fatto affidamento ad apporto tecnico e bagaglio di esperienze di giocatori stranieri: partendo dal più lontano ma anche più integrato Inder Singh, campione olimpico e presidente, meritano di essere ricordati  Enza Ferrero, che aveva costruito il suo hockey a Dublino. L'olandese Liliane Van Suylen con il marito Nick Isbouts,  l'italo-olandese Daniela Zampetti e le due bielorusse Elena Romanenko e Maria Tchernick, e le attuali Maria Victoria Corso,(italo argentina),  e le ucraine Zhanna Savenko e Natasha Davidenko.
Una sorta di mito, dunque ? In realtà nessun'altra società hockeistica in Italia ha mai raggiunto traguardi più alti e ambiziosi della Lorenzoni Hockey in cui, a più di trentacinque anni dalla fondazione, non è mutato lo spirito delle atlete  che si cimentano in uno sport praticato a livello dilettantistico ma al pari di sport ricchi e conosciuti per costanza e impegno. La società braidese si pone come obiettivi la continuità, unita a forza di volontà e determinazione. Queste tre  caratteristiche permettono a questa realtà sportiva  così genuina, il cui staff direttivo e tecnico è formato da ex-giocatori appassionati, di non scomparire (come spesso si è rischiato a causa di problemi soprattutto economici) e di dare  a più persone la possibilità di provare il brivido di scendere in campo, il gusto dell'agonismo e della sana competizione.
Spesso i fatti contano più delle parole ed in questo caso è indubbio che abbiano molto da dire e ricordare. A tutti coloro che non conoscono o non apprezzano a sufficienza la Lorenzoni e l'hockey in generale, che diventa fattore determinante anche  per il prestigio del Comune di Bra, l'"ardua sentenza " e la spinta ad informarsi ed interessarsi ad un potenziale "piccolo grande" mito dello sport italiano, entrato nel Guinness dei Primati per la vittoria di sei scudetti consecutivi.


(da un articolo di Wilma Finocchio, ex atleta Lorenzoni)


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